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Yoga Vidya

Spunti di pensiero

Le forme di yoga esistenti al giorno d’oggi sono numerosissime e seppur tutte abbastanza recenti si sta creando una corsa al voler essere lo yoga più legato alla tradizione, allo yoga più autentico, come se servisse ad accrescere l’autorevolezza dell’insegnante. Non rappresenta forse questa dinamica esattamente un processo dell’ego che porta a voler essere migliori, ad essere autorevoli forti degli insegnamenti (ahimè purtroppo molto spesso) spacciati per tradizionali?

Il rovescio della medaglia è che sotto la parola yoga ormai troviamo di tutto e la confusione che già esisteva qualche anno fa sta crescendo in modo esponenziale, basta modificare qualcosa alle pratiche conosciute ed ecco che sentiamo la necessità di dover etichettare quella pratica… Perché?

Non è alla fine dei conti qualunque forma di yoga di cui si voglia parlare uno strumento per alleviare le sofferenze che per la natura della vita si manifestano nelle nostre vite? Allora se fosse così non è necessario inventarsi nulla di nuovo e nemmeno dover rimanere legati alla tradizione…Se il fine è rappresentato da una forma di libertà (dalla sofferenza) allora cosa cambia davvero se utilizzo un metodo o un altro?

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